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L'Electrolung, il primo rebreather a controllo elettronico, é nato dall'incontro fortuito di John Kanwisher e Walter Starck, i quali, svilupparono l'idea, quando, assistendo ad una serie d'immersioni sperimentali in alto fondale, furono impressionati dall'enorme consumo di gas richiesto dalla respirazione in circuito aperto: dopo 6 settimane il rivoluzionario prototipo era pronto e funzionante. Pur essendo eccitati dallo sviluppo di questo nuovo apparato, i suoi ideatori, al momento, non percepirono la portata storica di questo evento. La tecnologia di questo storico apparato contiene soluzioni tutt'oggi valide. Vista posteriore dell'Electrolung: a sinistra la bombola del diluente, a destra quella dell'ossigeno e tra queste il cilindro centrale che ospita, in alto, l'elettronica e sotto di questa il filtro della calce sodata. I corrugati sono connessi dalla parte opposta, sotto la scatola dell'elettronica, mentre il sacco polmone, non visibile nell'immagine, và indossato sul torace.
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La scatola dell'elettronica con, a sinistra, i sensori dell'ossigeno ed in alto il "display" da polso. I cavi elettrici sono posti in un condotto che serve anche a mantenere la scatola dell'elettronica a "pressione ambiente": in questo modo le guarnizioni non devono resitere al carico della pressione esterna.
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Vista del circuito elettronico principale: in primo piano i moduli che ospitano, uno per ogni sensore, l'amplificatore di segnale ed i potenziometri di calibrazione. Dietro questi c'è il modulo che controlla il solenoide che apre l'erogazione d'ossigeno e a sinistra di questo un pulsante per la prova pre-immersione delle batterie.
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Sotto il circuito elettronico principale c'è a sinistra il vano che ospita le batterie e a destra un allarme sonoro in basso a questo si trova la connessione del "solenoide".
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Sensori "Polariografici" dell'ossigeno: a sinistra il sensore nudo. Al cento con la guarnzione in gomma siliconica e a destra montato nel supporto. La guuarnizione ed i fori nel supporto sono conici, per un rapido inserimento. |
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Il sensore d'ossigeno polarigrafico inventato da John Kanwisher: al centro è posto il catodo di platino ed esternamente l'anodo di argento, tra questi c'è l'ellettrolito. Il corpo è in resina epossidica. A differenza dei sensori galvanici, quelli polarigrafici non producono corrente in presenza di ossigeno, ma "reagiscono" alla sua presenza.
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Il display da polso, realizzaato in alluminio rivestito di teflon, contiene i tre indicatori dei sensori.
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Il filtro della calce sodata è di tipo assiale. La sua parte inferiore ha un diaframma che contiene la sostanza assorbente e la molla che la compatta.Il tubo centrale porta il gas espirato e la barra filettata interna al tubo blocca il coperchio mediante la ghiera a vite.
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Questo è lo spazio dove trovano posto i sensori, nella parte alta del filtro. Il gas inspirato passa dal corrugato, a destra, in basso, nel tubo centrale, raggiunge il fondo e torna indietro attraversando la calce sodata, passa, poi attraverso i sensori, che sono in questo vano ed entra nel corrugato d'inspirazione, a sinistra in basso.
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Il by pass dell'erogatore della bombola d'ossigeno ha una protezione a molla per prevenire l'azionamento accidentale.
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Il diluente è alimentato da un rubinetto che lavora ad alta pressione.
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Il sacco polmone è in materiale plastico, probabilmente vinile, rinforzato con fibre. Al centro c'è la connessione con il corrugato, in basso a destra il drenaggio ed agli angoli, le asole per fissarlo ai cinghiaggi.
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La parte interna del connettore del corrugato ha uno spessore per prevenirne l'occlusione in caso di collassamento del sacco.
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Componenti del ribinetto a due vie: Il corpo è in alluminio rivestito di Teflon, le altre parti in"PVC". Le parti filettate sono sigillate con silicone non acido. La valvola di non ritorno di inspirazione, a sinistra, è anch'essa in PVC, quella d'espirazione è posta internamente in corrispondenzza del corrugato d'espirazione. |
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Il rubinetto a due vie visto dalla parte frontale: in basso il corrugato che và al sacco polmone, più in alto a destra dell'immagine la leva che aziona il ribinetto. Il corrugato che si vede a destra porta il gas espirato al filtro, che poi torna da quello che si vede a sinistra. Il boccaglio, si connette al tubo che si vede in alto, orientato posteriormente. |
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I cinghiaggi sono provvisti di schienalino. Il sacco polmone è assicurato mediante bottoncini, posti sulle fibbie di regolazione degli spallacci.
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