sidebar        
   

IDA 71

L'IDA 71 è l'apparato più diffuso in Russia ed è impiegato, anche in alta quota, sia dai paracadutisti sia dagli elicotteristi: un unico progetto che assolve più funzioni è la filosofia predominante di questo paese. L'unità è essenzialmente un autorespiratore ad ossigeno con la possibilità di connettere una bombola esterna che consente, in modo automatico, la conversione a Nitrox, quando si scende oltre una determinata profondità. L'unicità di questa serie d'apparati russi, risiede nel fatto che l'ossigeno metabolizzato è fornito da una sostanza chimica, un perossido, invece che da una bombola. La reazione chimica del "perossido" consente anche il controllo della percentuale d'ossigeno al momento della conversione Nitrox, in quanto questo fornisce ossigeno in proporzione all'anidride carbonica che assorbe. Un altro vantaggio risiede nel fatto che questa sostanza produce, nel corso della reazione chimica, molto calore che, in acque fredde, è d'ausilio al buon funzionamento della calce sodata. La contropartita a tutto ciò risiede nell'alta infiammabilità del perossido, che, inoltre, se bagnato crea una pericolosa reazione esotermica. Se tutto va bene, in ogni modo si respira l'asbesto che serve a rendere stabile la sostanza chimica. ATTENZIONE! NON C'E' ALTRO MODO DI REINTEGRARE L'OSSIGENO! SE S'INSERISCE LA BOMBOLA NITROX SENZA IL PEROSSIDO SI VA IN IPOSSIA! Se si caricano entrambi i filtri con la calce sodata è possibile solo l'impiego come ARO.



02-IDA71

I cinghiaggi sono piuttosto "singolari", ma abbastanza comodi: sono composti da un corpetto pettorale al quale sono connesse le fibbie delle cinghie, due ventrali ed una inguinale. Sul corpetto c'è un anello per agganciare il manometro e sulla cinghia ventrale quello per fissare la bombola esterna Nitrox.



03-IDA71

Il sistema di cinghiaggi è facilmente smontabile grazie agli appositi spinotti.



04-IDA71

Il guscio superiore è bloccato da una chiusura a scatto che si apre tirando un curssore a molla "figurato".



05-IDA71

Tirato il cursore, si espone la parte di diametro inferiore che è libera di passare attraverso le apposite feritoie presenti sulle ganasce del guscio superiore.



06-IDA71

Ruotando il guscio superiore di oltre 100 gradi si può rimuovere completamente la carenatura.



07-IDA71

Il rubinetto della bombola d'ossigeno fuoriesce dall'apposito foro praticato nella carenatura. L'anello metallico serve per l'aggancio della bombola esterna Nitrox.



08-IDA71

Sulla parte superiore della carenatura ci sono, ai lati, i bocchettoni dei corrugati, al centro il coperchio di plastica che serve ad evitare l'azionamento della membrana quando si creano spostamenti d'acqua, come ad esempio, nel nuoto veloce. In alto, a sinistra c'è il bocchettone di scarico della valvola di surpressione. A destra di questo si può vedere un portellino per il passaggio del cavo del sistema di comunicazione. I componenti, d'ottima fattura, sono realizzati in bronzo cromato.



09_cantop

La parte posteriore della carenatura accoglie la valvola di surpressione, protetta anch'essa da un coperchio di plastica.



10-IDA71

Dal corrugato d'espirazione il gas è distribuito, in "parallelo" ai due filtri, quello di sinistra, contenente il perossido, che fissando la CO2 fornisce una quantità proporzionale d'ossigeno, l'altro, con la calce sodata, elimina solo l'anidride carbonica.



11-IDA71

Rimossi i filtri possiamo vedere le linee d'alimentazione della pneumatica: a destra quella a bassa pressione dal 1°stadio all'erogatore a domanda; a sinistra quella del lavaggio automatico comandato dall'unità Nitrox. Inferiormente al saccopolmone ci sono i connettori dei filtri.



12-IDA71

Qui vediamo l'ingresso della linea a bassa pressione che raggiunge l'erogatore a domanda passando attraverso il sacco.



13-IDA71

Il primo stadio erogatore della bombola s'inserisce nel connettore Nitrox/ossigeno mediante apposito attacco a "pipa".



14-IDA71

La bombola è un unità integrata con gruppo valvola/primo stadio e manometro. Il pimo stadio è di tipo particolare: in fase di erogazione, il pistone non lavora ad intermittenza, ma modula il flusso in funzione della richiesta.



15-IDA71

Il manometro è ben visibile, anche al buio, grazie alla fosforescenza ottenuta con materiale radioattivo: meglio sostituirlo con uno reperibile sul mecato, esente da radioattività.



16-IDA71

Il gruppo valvola/riduttore è dotato di una valvola di sicurezza, che garantisce contro sovrappressioni dovute al cattivo funzionamento del primo stadio.



17-IDA71

Il gas espirato passa nella "camicia esterna e circola intorno alla scatola interna, prima di raggiungere i fori d'entrata. In questo modo si evita il contatto con l'acqua fredda esterna, fattore importante per l'efficienza della calce sodata. Anche la progettazione dei filtri, come d'altro canto la scelta del perossido (che ha una forte reazione esotermica) è dettata dalle necessità imposte dal rigore della temperatura, propri dell'ambiente in cui sono chiamati ad operare i sommozzatori Russi.



18-IDA71

Nella parte amovibile della carenatura trova posto un'apposita chiave, che è d'ausilio per svitare e serrare le ghiere dei filtri e corrugati.



19-IDA71

In quest'immagine la chiave è impiegata per svitare il tappo si carica del filtro.



20-IDA71

Qui si vedeo il tappo di carica aperto. Questo si trova inferiormente ai filtri. Le modalità di carica sono simili sia per il perossido, sia per la calce sodata.



21-IDA71

Nella parte superiore dei filtri, troviamo i bocchettoni di connessione al sacco polmone.



Con l'apparato è fornita, di serie, un'ottima maschera a gran facciale, provvista di valvola di scarico per espirare dal naso, di un boccaglio interno e di un... tergivetro!



Per diminuire il volume dello "spazio morto respiratorio" la maschera è provvista di un boccaglio che, indossato l'insieme, non può essere espulso dalla bocca: una garanzia di sicurezza in più, anche nel malaugurato caso di insorgenza di convulsione causate dall'iperossia (CNS-a carico del sistema nervoso centrale).



24-IDA71

Il rubinetto a due vie è in bronzo cromato e si aziona mediante rotazione della farfalla posta anteriormente. Le scritte "apparato" e "atmosfera" con le relative frecce indicano il corretto verso di rotazione. Il bocchettone di sfiato che si vede sopra la "farfalla", mette in comunicazione il boccaglio con l'ambiente esterno. L'angolazione verso il basso dei corrugati serve a tenerli più aderenti alle spalle.



25-IDA71

Il rubinetto a due vie prevede solo la connessione alla maschera a gran facciale, per usare un boccaglio è necessario creare un apposito raccordo.



26-IDA71

Le valvole di non ritorno sono, come tutti gli apparati russi, in materiale plastico trasparente, tenute in posizione da una molla d'acciaio Inox la quale è saldamente connessa al corpo della valvola: è il sistema più affidabile che si possa concepire.



27-IDA71

Il connettore della bombola Nitrox s'inserisce a scatto ed è bloccato da un apposito pistoncino a molla



28-IDA71

Quando è connessa la bombola Nitrox, entra in funzione un'apposita unità pneumatica che, raggiunta una determinata profondità, provvede automaticamente al passaggio O2/Nitrox in discesa e Nitrox/O2 in risalita. L'unità pneumatica effettua automaticamente anche i necessari "lavaggi", grazie ad un sistema geniale di membrane e ugelli calibrati, che stabiliscono la durata dei flussi di lavaggio. Quando l'unità pneumatica inserisce nel circuito la bombola Nitrox, quella d'ossigeno viene "tagliata fuori", pertanto senza il perossido, non c'è modo di fornire ossigeno al circuito: usare l'apparato caricando entrambe i filtri con calce sodata, con la bombola Nitrox connessa, è LETALE, si và in IPOSSIA! L'unità pneumatica è contenuta in una sacchetta di tela gommata, che è parte dell'imbragatura della bombola. L'unità esterna Nitrox ha un apposito gancio sul cinghiaggio dell'apparato, come già visto nelle immagini precedenti.



29-IDA71

In primo piano vediamo l'unità pneumatica di cui sopra, è un piccolo capolavoro di meccanica: a sinistra c'è la capsula idrostatica e a destra le capsule del sistema temporizzatore con gli ugelli calibrati. Il sistema, completamente pneumatico, è ben concepito, ma la profondità alla quale avviene il cambio di gas, varia con la temperatura: ciò dipende dal fatto che la capsula idrostatica contiene aria, il cui volume, quindi la pressione, risente della temperatura, meglio sarebbe stato creare internamente il "vuoto". Detta profondità è diversa se si è in fase di discesa o in risalita. Come possiamo vedere l'uso "amatoriale" di quest'apparato è piuttosto scabroso



30-IDA71

L'immagine mostra i componenti dell'unità pneumatica Nitrox: il sistema è comunque abbastanza complesso, anche se il principio di funzionamento e i singoli componenti sono in sé, relativamente semplici e comunque affidabili. Per la taratuta della capsula idrostatica è prevsita un'apposita unità.



31-IDA71

Il manometro della bombola Nitrox è integrato al sistema valvola/riduttore e non può essere smontato dall'utente per il resto, valgono le stesse considerazioni fatte per quello dell'ossigeno.

   
sidebar