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FGT 1-D

 

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Quest'apparato è entrato in produzione nel 1969 ed è rimasto "in servizio" per circa 25 anni presso le marine militari di molti paesi. La realizzazione, eseguita con materiali che garantiscono una bassa "segnatura magnetica, ne ha privilegiato l'impiego in operazioni d'inertizzazione delle mine.



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Aprendo la carenatura, realizzata in materiale termoplastico, si accede ai componenti dell'apparato che sono installati sulla parte inferiore del guscio, che è in fibroresina.



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Il progetto è essenziale ed efficiente: le bombole sono collegate ad un unico gruppo riduttore/dosatore, tra queste è posto il filtro e superiormente i sacchi polmone con la valvola di surpressione.



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La pneumatica dell'apparato è frutto della lunga esperienza della "Draeger" nei sistemi a flusso costante basati sulla configurazione: riduttore di pressione assoluta/ ugello calibrato fisso, le funzioni sono tutte concentrate nel gruppo riduttore/dosatore. Sono impiegabili tre diverse percentuali di miscela e per ognuna di queste è fornita una coppia di bombole "dedicata" ed opportunamente contrassegnata, come si può vedere nell'immagine.



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Il gruppo riduttore/dosatore è provvisto di tre ugelli calibrati, ognuno dei quali fornisce il flusso adatto ad una determinata miscela. Le miscele impiegabili sono contraddistinte da una lettera: B-Nitrox, 60 - (flusso 4 lt/min) C-Nitrox, 40 - (flusso 8 lt/min) D-Nitrox, 32,5 - (flusso 12.8 lt/min) Il flusso prescelto si attiva ruotando l'apposito selettore sulla relativa lettera. Il by-pass è costituito da una leva che agisce direttamente sul gruppo dosatore.



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Rimuovendo i sacchi polmone ed il filtro, si possono vedere la linea d'alimentazione della miscela al sacco d'inspirazione e la linea ad alta pressione del manometro. In alto sono poste alcune piastre di zavorra che bilanciano la spinta di galleggiamento dei sacchi polmone. La leva del by-pass è accessibile da un'apertura ricavata nella parte inferiore della carenatura.



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I cinghiaggi sono "classici" con fibbie a sgancio rapido, come quelle delle bombole ARA di quel periodo. E' in ogni modo possibile installare un GAV con cinghiaggi integrati: bisogna in questo caso installare una bombola esterna, valida anche come "bailout" o modificare la pneumatica dell'apparato, per creare un'uscita a bassa pressione.



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Il circuito è in senso orario: s'inspira dal corrugato di sinistra si espira in quello di destra. Il sacco d'inspirazione, più piccolo, ha in basso il connettore del flusso proveniente dal gruppo dosatore; quello d'espirazione è connesso in alto alla valvola di surpressione. Il filtro è a flusso assiale.



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Il filtro è assicurato al guscio con robuste e pratiche cinghie elastiche in gomma.



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Lo schema mostra il flusso assiale del filtro: La miscela carica di CO2 entra nel tubo centrale, esce da appositi fori laterali e passa attraverso il disco traforato che, tramite l'azione d'apposite molle, compatta la calce sodata.



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Il filtro è realizzato in fibroresina con le parti metalliche amagnetiche.



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Il sacco d'espirazione, come quello d'inspirazione è realizzato in tela rivestita con una miscela di gomma naturale e neoprene, all'interno contiene una spirale anticollassamento che serve a mantenere aperti i passaggi del circuito respiratorio: in alto a sinistra c'è il connettore del corrugato d'espirazione, a destra quello della valvola di surpressione ed in basso il connettore del filtro.

 



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Il sacco d'inspirazione ha, in alto, a sinistra, il connettore del corrugato d'inspirazione, più in basso il connettore del flusso dal gruppo dosatore ed in basso a destra il connettore del filtro.



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La valvola di surpressione è racchiusa in una calotta emisferica ricoperta da una parete spugnosa che serve a disperdere le bolle, attenuando, così, anche il rumore.



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La valvola di surpressione è in materiale plastico ed è tarabile mediante rotazione della ghiera esterna. Per la taratura è previsto un'apposito manometro da connettere al posto del corrugato d'espirazione.



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I connettori dei corrugati sono contrassegnati da colori differenti e filettature diverse, onde impedire inversioni nel montaggio: verde a destra e rosso a sinistra, come da tradizioni marinaresche.

 



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Il rubinetto a due vie è d'ottima fattura, ma richiede l'uso di entrambe le mani per essere azionato: la durezza nella manovra che si risconta all'inizio, diminuisce con l'uso. Anche qui ritroviamo i colori rosso e verde ad indicare il verso corretto di montaggio.

 



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Le valvole di non ritorno, a "fungo", sono d'abbondante sezione.



   
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