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Il SuperAro Cressi è diretto discendente degli apparati della Seconda Guerra Mondiale, destinato all'uso militare è quasi identico al suo predecessore costruito, sempre ad uso militare, dalla "Pirelli".
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Le dimensioni del "SuperAro" (sotto, messe a confronto con il "B57" (in alto), mostrano quanto la progettazione sia stata condizionata dalla necessità di ottenere l'affidabilità e le grandi autonomie richieste dalle operazioni militari
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Rimuovendo la "piastra" del corrugato possiamo vedere il filtro inserito nel sacco: intorno al foro ove questo s'inserisce, c'è un inserto di gomma più sottile ed elastica; il bordo del foro è modellato in modo da ricavare la guarnizione di tenuta (come per il "B57"). In alto al centro è posto il bocchettone di carica della calce sodata
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Estratto il filtro dal sacco, possiamo vedere gli elementi che compongono il circuito respiratorio.Estratto il filtro dal sacco, possiamo vedere gli elementi che compongono il circuito respiratorio.
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La pneumatica si avvale di due bombole in lega leggera da 2 lt/200bar ognuna, le cui rubinetterie sono connesse da un raccordo sul quale s'innesta il gruppo by-pass/riduttore e il bocchettone di ricarica. Le bombole sono tenute insieme mediante una "cravatta" di ottone e sono fissate al sacco polmone da una tasca nella quale è inserita la bombola superiore.
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Sopra possiamo vedere il corrugato con il rubinetto a due vie e sotto il filtro, con il tappo, il dado e la ghiera smontati: sono i semplici componenti del circuito "pendolare".
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Il tappo della calce sodata è sagomato con un esagono che consente il serraggio mediante una chiave. Il filtro ha un diametro di 170 mm ed un'altezza di 85 mm, per un volume che supera del 70% quello del filtro del " 57 B".
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Il filtro, di tipo radiale, è realizzato in ottone traforato ed è rivestito internamente da una fitta retina che trattiene i granuli di calce sodata.
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Vista anteriore del raccordo della rubinetteria: in alto al centro, il bocchettone di carica ed, opposto a questo, il by-pass
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La vista posteriore del suddetto raccordo evidenzia meglio la posizione del gruppo riduttore/by-pass
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La "farfalla" in primo piano chiude l'erogazione dell'ossigeno ovviando alla necessità di agire su entrambe i rubinetti.
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Il rubinetto a due vie è un "bel pezzo d'artigianato", realizzato in bronzo. Sul lato destro è posta la levetta di comando.
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Sul lato sinistro vediamo la capsula nera che protegge il gruppo a molla.
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La molla garantisce la giusta trazione e quindi la tenuta stagna, tra il corpo del rubinetto e la parte mobile interna che sono conici.
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Nel lato inferiore del rubinetto a due vie si trova la feritoia che mette in comunicazione il boccaglio con l'ambiente esterno. Nell'immagine è in posizione d'apertura: il boccaglio è in comunicazione con l'apparato
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In quest'immagine il rubinetto è in posizione di chiusura: il boccaglio è in comunicazione con l'ambiente esterno.
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Il sacco è provvisto di robusti rinforzi, ricavati in fase di stampaggio, per i cighiaggi.
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Le bombole sono fornite di un contrappeso in piombo sagomato, realizzato per fusione che serve a bilanciare la spinta positiva propria di quelle in lega leggera. Dietro di questo possiamo vedere il dado che serra la "cravatta" intorno alle bombole.
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I loghi "Cressi-sub e SuperAro" sono ricavati da stampo, sul sacco: anche in quest'apparato, come nell'"ARO Cressi 57B" riportano alla memoria il periodo pionieristico dell''immersione subacquea
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