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Il "Nuovo ARO" della Technisub nasce (negli anni settanta) dalla fervida mente diel Cav. Luigi Ferraro" (M.O.V.M. nella Seconda Guerra Mondiale, come uomo "Gamma" e poi fondatore del marchio "Technisub"). E' stata sempre mia convinzione che la nascita di quest'ARO (negli anni Settanta), sia scaturita dal desiderio, dello stesso Cav. Ferraro, di rendere omaggio alla storia ed alla tradizione Italiana in fatto d'ARO, piuttosto che una mera operazione commerciale. Ne danno testimonianza le caratteristiche tecniche assolutamente innovative che mostrano uno spirito progettuale volto alla creazione della "macchina" perfetta. In quest'immagine, la versione militare con doppie bombole amagnetiche.
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La versione cilvile ha, in genere, una sola bombola.
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Dalla vista posteriore possiamo notare che il filtro della calce sodata costituisce la struttura portante del "Nuovo ARO"ad essso sono collegati: saccopolmone, corrugati, cinghiaggi e bombole.
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Le bombole sono connesse mediante una slitta scorrevole
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Per rimuovere la bombola basta tirare la levetta di bloccaggio.
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Liberato il fermo, ll supporto è libero di scorrere sulla slitta.
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Particolare del sistema di bloccaggio e slitta.
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La slitta, e la base inferiore sono connesse alla bombola mediante cinghie di tela.
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La base inferiore di appoggio consente di tenere i piedi l'apparato
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Per rimuovere lo scudo di protezione, bisogna prima svitare la ghiera di bloccaggio.
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Successivamente bisogna sollevare lo scudo di protezione con rotaione intorno la base.
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Quando è in posizione verticale i perni sono liberi di uscire.
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Vista posteriore dello scudo di pretezione. E' realizzato mediante iniezione di resine termoplasiche.
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Particolare della cerniera dello scudo di protezione.
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I perni sono configurati in modo da consentire lo sgancio dello scudo di protezione in seguito alla rotazione di 90 gradi.
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Il saccopolmone è collegato al filtro della calce sodata, mediante due semicollari realizzati in materiale termoplastico e serrati da aposite viti.
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Per smontare il saccopolmone è necessario estrarre i galletti di tiraggio, svitandoli.
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Ghiera completa.
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Il saccopolmone è realizzato mediante stampo ad iniezione. Al centro, in alto, possiamo vedere la camma che consente il passaggio dall'erogazione automatica a quella manuale.
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Vista posterire del saccopolmone al centro, in alto la camma che inserisce il dispositivo d'erogazione automatica(ADV- Automatic Demand Valve).
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Rimosso lo scudo protettivo ed il saccopolmone, possiamo vedere che il corpo principale dell'ARO Technisub è stato sviluppato intorno al filtro della calce sodata.
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Vista laterale del filtro: si può smontare il coperchio svitando il galletto al centro.
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Il coperchio è provisto di guarnizioni in modo da isolare la pneumatica dal vano che contiene la calce sodata.
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Corpo principale dell'apparato: in alto possiamo vedere l' erogatore a domanda, a sinistra il labirinto per la condensa ed in basso il sistema di bloccaggio del carrello portabombole.
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Il circuito è antiorario, il filtro della calce sodata è diviso in due camere: quella d'espirazione, a sinistra (del subacqueo), è provvista del labirinto che trattiene la condensa e filtra il gas espirato, quella di destra filtra il gas inspirato proveniente dal saccopolmone. Il percorso del gas, di ben 32 cm garantisce la perfetta eliminazione della CO2, inoltre cade la necessità di compattare i grani di calce sodata, in quanto la configurazione del filtro non consente la formazione di spazi vuoti attraverso i quali possa passare del gas non depurato (channeling).
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Il gas espirato è costretto a girare intorno ad un deflettore installato con lo scopo di convogliare le gocce d'acqua nell'apposita vaschetta di raccolta.
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Il funzionamento del rubinetto a due vie è ineccepibile e malgrado le dimensioni compatte lo sforzo respiratorio è minimo.
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Vista delle griglie inferiori del filtro che consentono il flusso del gas da e verso il saccopolmone.
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Griglia della camera d'inspirazione: può essere rimossa facendola scorrere sulle proprie guide. Dopo aver superato la griglia, il gas d'inspirazione deve passare attraverso un blocco di materiale espanso, posto per proteggere la linea a bassa pressione.
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Il blocco d'espanso è sagomato per accogliere la linea a bassa pressione.
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By-pass e riduttore di pressione cono integrati in un unico elemanto.
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L' ingresso delle linee di bassa pressione è a destra delsubacqueo. Sono due: una che fornisce ossigeno al secondo stadio per l'erogazione automatica e l'altra dal by-pass per l'erogazione manuale.
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Le linee a basa pressione sono convogliate entrabe al secondo stadio. Quando azionato, il by-pass fornisce una surpressione che riesce ad aprire il pistone del secondo stadio.
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Vista del percorso delle linee a bassa pressione.
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La levetta del secondo stadio sporge attraverso un'apposita feritoia ricavata sul copercio del filtro. |
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Attacco del cinghiaggio superiore. |
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Attacco di sinistra dei cinghiaggi inferiori. |
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Per agevolare l'apertura dei tappi di riempimento della calce sodata e di quello della vaschetta di raccolta della condensa è prevista un'apposita chiave. |
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L'imbuto per caricare la calce sodata si avvita al posto del tappo di caricamento ed è realizzato in neoprene espanso |
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Il raccordo di carica è un insieme modulare che permette la connessione a qualsiasi tipo di bombolone. Ciò consente, praticamente, di ricaricare l'ARO in qualsiasi parte del mondo |
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Quando sono previsti periodi d'immersione non troppo lunghi si possono inserire gli appositi riduttori di volume: in tal modo diminuisce l'autonomia, ma non l'efficienza di filtraggio. |
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